L’11 giugno scorso si è tenuta, sotto la guida di Medicus Mundi Svizzera, una tavola rotonda dedicata alla seguente domanda: è necessario un nuovo racconto per la cooperazione internazionale nel settore della salute?

Ma perché questa domanda si pone? Diverse ragioni sembrano spiegarlo: le crescenti critiche sulla trasparenza e sull’efficacia del lavoro delle ONG, il calo dell’interesse per i valori della solidarietà globale e, soprattutto, i massicci tagli ai finanziamenti svizzeri e internazionali destinati ai progetti di cooperazione allo sviluppo. Questa situazione spinge gli attori del settore a interrogarsi criticamente sul proprio lavoro e sui propri approcci.

In linea di principio, non si tratta di qualcosa di negativo. Tuttavia, oggi ci troviamo di fronte a una tensione: in un contesto caratterizzato da discorsi che propongono soluzioni apparentemente semplici e miracolose, come possiamo convincere dell’utilità del nostro lavoro senza promettere mille e un risultato? Come possiamo spiegare e assumere il fatto che non tutto funzioni perfettamente? Dobbiamo necessariamente fare i conti con questa realtà, poiché lavoriamo in contesti complessi, le cui condizioni e i cui sviluppi non possiamo né controllare né prevedere completamente.

La cooperazione internazionale nel settore della salute esiste da molti anni. Anche se resta ancora molto da fare, tutti questi sforzi hanno prodotto risultati concreti. Forse è quindi più opportuno riaffermare chi siamo e mettere in evidenza ciò che facciamo concretamente da anni, piuttosto che basarci su promesse per convincere dell’utilità del nostro lavoro.

Ma come possiamo dimostrare che il lavoro delle ONG attive nella cooperazione internazionale nel settore della salute è ancora attuale?

La salute è fondamentalmente una questione individuale. In questo si distingue da altri grandi ambiti della cooperazione allo sviluppo, come l’istruzione, le infrastrutture, l’ambiente o la pace, che a prima vista sembrano avere una dimensione più collettiva. Nel corso della nostra discussione, tuttavia, è emersa una constatazione evidente: la salute è una condizione preliminare per tutti questi ambiti, poiché determina in larga misura la capacità delle persone di imparare, lavorare e partecipare alla vita sociale.

Sistemi sanitari solidi contribuiscono quindi alla dignità umana e rafforzano al contempo la capacità delle società di sviluppare proprie risposte alle sfide attuali e future. La salute non è dunque soltanto un obiettivo in sé, ma costituisce anche una leva per lo sviluppo.

Presentare la cooperazione internazionale nel settore della salute esclusivamente sotto il profilo della beneficenza individuale ne limita la comprensione. Considerarla come un pilastro dello sviluppo economico e sociale, interdipendente con tutti gli aspetti di una società, permette invece di metterne in luce l’importanza fondamentale.

In definitiva, come recita anche la nostra Costituzione federale: «La forza del popolo si misura sul benessere dei più deboli.»

Didascalia dell’immagine: Immagine generata dall’IA. Illustra con ironia il divario tra le esigenze della realtà sul terreno e il messaggio apparentemente semplice che dovremmo trasmettere per convincere dell’utilità del nostro lavoro come ONG attiva nel settore della salute.